Non è Ponza senza il pescatore

Si sa, a San Pietro e Paolo il romano doc fugge dalla città per rifugiarsi nel suo alter ego isolano: Ponza.

Non a caso infatti, Ponza è nota (anche) come la più romana delle isole pontine, verso la fine di giugno troverete probabilmente più romani qui che a Roma.

Ponza fa facilmente breccia nel cuore di chi la visita con un mare cristallino e delle casette coloratissime, che la rendono magica e unica nel suo genere.

Non é un’isola particolarmente piccola ma quasi tutto si concentra nella zona del porto. Se siete romani, appunto, vi sentirete veramente a casa passeggiando sul corso principale e, molto probabilmente, incontrerete qualcuno di vostra conoscenza.

A Ponza in generale si mangia bene, l’isola ha ottime proposte (vanta addirittura di uno stellato storico di cui sicuramente avrete sentito parlare, il ristorante Acqua Pazza*). Se qualcuno però ci chiedesse un consiglio, non avremmo dubbi su dove indirizzarlo.

Il nostro invito è di allontanarvi un po’ dalla “caciara”, dirigendovi in zona Le forna, nella parte centro-ovest dell’isola.

Proprio sopra le famose Piscine Naturali troverete il nostro ristorante preferito del posto: Il Pescatore.

La terrazza che ospita il ristorante è abbastanza grande e spaziosa, ma noterete con piacere che non ci sono molti tavoli a disposizione. Tipico in caso di gestione familiare: Franco e la moglie, infatti, dirigono sapientemente questo ristorante di pesce, aiutati dai due figli Michele e Arturo.

Il menu vanta diverse proposte. Gli antipasti vi colpiranno subito per la fantasia. Ecco i nostri preferiti: il polpo su finta polenta con capperi di Salina, la mousse di ricotta con calamari al limone, i gamberi su letto di patate con cipolla di Tropea caramellata. Tre accostamenti creativi di sapori tradizionali che lasceranno il segno.

Passiamo ai primi. Ogni volta è veramente difficile per noi decidere fra due piatti in particolare: gli spaghetti i ricci e gli spaghetti con la Granseola. Per chi non la conoscesse, si tratta del granchio tipico di Ponza, più grande e più saporito del gambero tradizionale, simpaticamente noto anche come U’ Rancie Fellone. Semplici e complicati allo stesso tempo, con questi due piatti non si scherza: se la materia prima non è eccellente, è meglio evitare di inserirli nel menu.

Anche stavolta è stato impossibile decretare il migliore, pertanto la scelta di dividere entrambi i piatti con un altro commensale risulta essere sempre quella vincente.

Arriverete ai secondi senza grandi difficoltà. Si, perché mangiare dal Pescatore è un po’ come mangiare a casa: i sensi sono appagati e lo stomaco non soffre, anzi, è pronto per assaggiare altre prelibatezze. Noi solitamente prendiamo i calamari ripieni di uvetta, pinoli ed erbette, oppure i gamberoni della vicina Palmarola (piccola e disabitata isola non lontana da Ponza, non perdetela se uscite in barca).

Fidatevi: non vi alzerete senza aver provato anche i dolci. Noi siamo rimasti esterrefatti dalla Cheesecake ai gelsi e dalla Caprese al limone. Ordinate un primo giro di entrambe e poi fate il bis come noi!

E per il vino? Sarebbe impensabile non citare la Biancolella di Ponza, un vino prodotto unicamente in questo terre. Non perdete dunque l’occasione di provarlo.

Vi consigliamo il Faro della guardia di Casale del Giglio: nonostante l’azienda laziale sia molto nota e di facile reperibilità, questo vino in particolare non lo troverete facilmente.

Quando arriverete al conto, che si aggirerà intorno alla cinquantina di euro a persona, chiedete a Franco di provare il suo finocchietto digestivo. Sarà felice della vostra richiesta e di farvelo assaggiare.

Per noi non è Ponza senza tappa al Pescatore… Speriamo quindi diventi anche per voi il porto sicuro delle vostre vacanze ponzesi!

Eleonora

Il PescatoreStrada Provinciale La Forna, Ponza (LT)

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